Il diario · 20 Ottobre 2026
Roadsurfer: la mia prima volta in camper 5 giorni a Málaga.
Sono stata contattata da Roadsurfer per scegliere una destinazione e partire alla scoperta di un modo di viaggiare che non avevo mai provato prima: la vita in camper.

E quando dico mai, intendo proprio mai. Non avevo nemmeno messo piede in un van o in un camper in vita mia!
Ero davvero curiosa, ma ammetto di avere anche qualche dubbio. La domanda che continuavo a farmi, e che in realtà mi facevano anche le persone intorno a me, era sempre la stessa: «Ma sarò in grado di gestire tutto quello che c’è da fare per vivere la famosa vita da camper?».
Perché diciamocelo, l’idea di svegliarsi ogni mattina in un posto diverso, fare colazione con vista panoramica e partire verso una nuova avventura è bellissima. Poi, però, scopri che tra te e il tramonto perfetto potrebbe esserci un piccolo dettaglio: il WC chimico da svuotare. Ecco, forse è proprio qui che inizia la vera avventura!
La mia esperienza
La vita da camper: non è tutto come sembra
Prima di partire, immaginavo soprattutto paesaggi, libertà e tramonti. Non avevo ancora realizzato che un camper è una piccola casa su quattro ruote e, proprio come a casa, ci sono alcune cose di cui devi occuparti per far funzionare tutto.
Bisogna imparare a svuotare il serbatoio delle acque grigie, cioè l’acqua di scarico di lavandino e doccia, capire come svuotare e pulire il WC chimico (un’esperienza mistica, soprattutto la prima volta!), organizzare gli spazi e imparare a gestire l’acqua e la corrente. Senza dimenticare le piccole accortezze legate alla sicurezza, come seguire le istruzioni del veicolo per utilizzare correttamente gli impianti e assicurarsi che tutto sia in ordine prima di mettersi in marcia.
Insomma, non proprio la classica vacanza in cui lasci tutto in mano all’hotel e devi solo decidere cosa ordinare per cena!
All’inizio può sembrare una lista infinita di cose da imparare, soprattutto se, come me, parti completamente da zero. Ma sapete qual è la cosa bella? Dopo il primo giorno, tante di queste attività iniziano a diventare una routine. Piano piano impari come organizzarti, dove mettere le cose e come gestire gli spazi. E quasi senza accorgertene inizi a sentirti a casa, anche quando sei a centinaia di chilometri da casa tua.
Perché ho scelto di dormire sempre in campeggio
Per la mia prima esperienza ho scelto Málaga, in Andalusia, e sono rimasta in viaggio per cinque giorni. Ho organizzato l’itinerario nei minimi dettagli e prenotato un campeggio per ogni notte.
A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: «Ma scusa, se dovevi dormire in campeggio tutte le sere, perché non hai semplicemente noleggiato una macchina e prenotato degli hotel?».
Domanda legittima! Me la sono fatta anch’io.
La risposta è semplice: volevo provare la vita in camper senza aggiungere troppi imprevisti a un’esperienza che era già completamente nuova per me. Non sapevo quanto tempo avrei impiegato per gestire tutto, come mi sarei trovata negli spazi ridotti e quanto sarebbe stato semplice organizzare le giornate.
Avere una piazzola prenotata ogni sera mi permetteva di prendere confidenza con il mezzo senza dovermi preoccupare anche di trovare un posto in cui fermarmi all’ultimo minuto. Secondo me, per chi è alla prima esperienza, è un ottimo modo per iniziare.
Nei campeggi puoi trovare servizi igienici, docce più spaziose, punti per il rifornimento dell’acqua e, dove previsto, la possibilità di collegarti alla corrente. Tutte comodità che, almeno all’inizio, possono fare davvero la differenza. Soprattutto quando scopri che fare una doccia in uno spazio grande il doppio del tuo bagno in camper può diventare uno dei momenti più belli della giornata!
La prossima volta? Molta più avventura!
Eppure, mentre prendevo confidenza con questo nuovo modo di viaggiare, ho iniziato a capire perché tante persone se ne innamorano.



La prossima volta vorrei organizzare qualcosa di diverso: meno prenotazioni, più flessibilità e qualche notte in più immersa nella natura, scegliendo dove fermarmi nel rispetto delle regole locali e delle aree in cui è consentito sostare.
Perché è proprio questa la cosa che mi affascina di più: la possibilità di cambiare programma, seguire una strada che non avevi previsto o fermarti in un posto solo perché ti ha lasciato senza parole.
Certo, viaggiare senza appoggiarsi sempre ai campeggi richiede un po’ più di organizzazione. Devi controllare quanta acqua hai a disposizione, gestire i consumi e pianificare dove rifornirti o svuotare i serbatoi. Ma, con un po’ di esperienza, impari anche a goderti tutto questo.
E poi ci sono quei momenti per cui, almeno per me, vale davvero la pena partire. Immaginate di essere lontani dal rumore della città, con un panorama incredibile davanti e niente da fare se non godervelo. Niente programmi, niente corse, niente notifiche da controllare. Solo voi, la natura e il cielo sopra la vostra testa.

Se poi vi capita di ammirare un’alba spettacolare o di ritrovarvi sotto un cielo pieno di stelle, forse capirete perché sarei disposta a rinunciare a qualche comodità pur di vivere un momento così.
Il camper è per tutti?
Dopo questa esperienza, posso dire che viaggiare in camper è bellissimo, ma non credo sia necessariamente il modo di viaggiare adatto a chiunque.
Prima di tutto, bisogna essere disposti a condividere gli spazi. Se viaggiate in compagnia, preparatevi a dividere praticamente tutto: il posto in cui dormire, il bagno, la cucina e persino quei pochi centimetri che pensavate di aver riservato esclusivamente alla vostra valigia. Dimenticate le camere d’albergo in cui ognuno può chiudersi nel proprio spazio: in camper bisogna imparare a convivere, collaborare e avere un minimo di pazienza. Anche quando il vostro compagno di viaggio decide di cercare qualcosa proprio mentre state cercando di preparare la colazione!


Serve anche un po’ di spirito di adattamento. Non sempre avrete tutto quello che avete a casa, lo spazio è limitato e l’acqua non è infinita. Inoltre, il camper non si gestisce da solo: bisogna occuparsi della pulizia, controllare i livelli dell’acqua, gestire gli scarichi quando necessario e organizzare le soste in base alle proprie esigenze. Se viaggiate in coppia o con amici, la collaborazione è fondamentale: non può esserci una sola persona incaricata di fare tutto mentre gli altri si godono la vacanza!
Infine, bisogna mettere in conto qualche imprevisto. Un itinerario può cambiare, una sosta potrebbe non essere come ve l’aspettavate e potreste impiegare più tempo del previsto per raggiungere una destinazione. L’importante è non farsi prendere dal panico e ricordarsi che non tutto deve andare esattamente secondo i piani. A volte sono proprio le deviazioni a regalare i ricordi più belli.
A chi consiglio roadsurfer?
Consiglierei un’esperienza con roadsurfer a chi ha voglia di provare qualcosa di diverso dal solito viaggio, a chi ama i road trip e a chi sogna di esplorare una destinazione con maggiore libertà. È una soluzione interessante per le coppie, per gli amici che vogliono condividere un’avventura e per chi desidera organizzare un viaggio itinerante senza dover cambiare hotel ogni notte.
Naturalmente, prima di prenotare, è importante scegliere il mezzo giusto in base al numero di persone, allo spazio necessario e alle proprie esigenze. Vale la pena anche informarsi sulle dotazioni incluse, sulle condizioni di noleggio e sulle regole relative alla sosta, così da partire con le idee chiare.
Portate con voi i vostri amici a quattro zampe: non ve ne pentirete! 🐾❤️ Regalerete anche a loro un’esperienza indimenticabile, fatta di nuovi posti da esplorare, passeggiate nella natura e tante avventure da vivere insieme. Perché le vacanze più belle sono quelle in cui non manca nessuno, nemmeno il nostro inseparabile compagno di zampa! 🐶
Perché, diciamocelo, anche loro meritano di collezionare qualche timbro sul passaporto… o almeno tante nuove avventure fuori porta!
Naturalmente, prima di prenotare, ti consiglio di verificare le condizioni aggiornate per gli animali e scegliere un itinerario adatto anche alle loro esigenze.
E se non avete mai viaggiato in camper? Il mio consiglio è di non farvi scoraggiare da tutte le cose da imparare. Partite con un itinerario semplice, organizzate le prime soste e lasciatevi il tempo di prendere confidenza con il mezzo. È esattamente quello che ho fatto io!
La rifarei? Assolutamente sì!
Questa esperienza mi ha permesso di scoprire un modo di viaggiare completamente nuovo e di capire quanto sia importante trovare il proprio equilibrio tra organizzazione e libertà.
Ho imparato che la vita in camper richiede qualche attenzione in più, ma che tante piccole attività diventano naturali dopo averle provate. E soprattutto, ho capito che non serve essere esperti per iniziare: bisogna avere voglia di mettersi in gioco, imparare e adattarsi.
La prossima volta, probabilmente, lascerò qualche spazio vuoto nell’itinerario, prenoterò meno campeggi e mi concederò un po’ più di improvvisazione.
Perché se c’è una cosa che ho imparato viaggiando, è che non sempre il viaggio più bello è quello organizzato alla perfezione. A volte è quello che ti lascia abbastanza libertà da sorprenderti.
E voi? Avete mai viaggiato in camper oppure siete ancora nella fase in cui vi chiedete come si faccia a sopravvivere al WC chimico?
Raccontatemelo, perché sono curiosa di sapere se sono stata l’unica ad avere qualche dubbio prima di partire!


